La città dei morti sconosciuti - Ebook
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mercoledì 6 maggio 2020
El cinco de mayo
El cinco de mayo è tradizione, colore, festa, è il tipico cibo messicano, con quel suo retrogusto piccante, è musica e allegria. Più di tutto, però, è libertà. In Messico, negli Stati Uniti del confine, e mai come quest anno in buona parte del mondo, chiuso in un lockdown che ci ha resi tutti uguali, tutti un po' più soli e spaventati, tutti un po' più desiderosi di libertà. Il cinque maggio, per me, è stato il primo giorno nel mondo nuovo, la prima uscita di casa dopo 72 giorni di isolamento, inizialmente volontario e poi imposto. È stato come immergersi in una realtà diversa, uguale nella parvenza immutata dei luoghi, ma ignota nelle sensazioni. Mi sono spinta fuori dai confini della mia abitazione non per sete di libertà, non per incapacità di sostenere un giorno in più le distanze, ma per necessità. Quella necessità che tanto è stata decantata nelle autocertificazioni in continuo mutamento. Ho messo il mio nasino fuori casa per il male, un male fisico, un dolore che si era fatto insostenibile. Per andare in un luogo che neanche dopo 72 giorni di confinamento potrebbe rappresentare una piacevole evasione. Il dentista. E le sensazioni si sono fatte subito emozioni. L'emozione di scegliere la borsa da abbinare alle scarpe, gli abiti casual ma eleganti nella loro semplicità, il trucco sugli occhi e solo lì, che tanto la mascherina copre il resto. La mascherina si, che sul mio viso minuto è così ingombrante da lasciare appena scoperti gli occhi e nascondere il resto fin sotto al mento. Avevo paura di tante cose, ma la paura più imminente non l'avrei immaginata fino al giorno prima. Guidare. Non ho mai avuto paura alla guida, eppure mi chiedevo se dopo tanto tempo sarei ancora stata in grado di farlo, e più di tutto, di muovermi nel mondo senza essere tallonata dal panico. È stato con altrettanto stupore che ho scoperto, appena girata la chiave nel cruscotto, che certe cose non cambiano. La pandemia mondiale non mi ha menomata nelle capacità ordinarie, le ha solo rese straordinarie. E ricorderò sempre la straordinaria gioia nel sentirmi, dopo un tempo ben più lungo delle pagine del calendario, ancora libera!

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